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13 ago 2026 · Parte 2 di 3

Le montagne dei Sette Tori, e un pranzo con vista su tutto

↑ Un giorno in tre tempi: Jeti-Ögüz, Barskoon e la Fiaba

Le creste dei Sette Tori: arenaria rossa a lame parallele.
Le creste dei Sette Tori: arenaria rossa a lame parallele.

Jeti-Ögüz vuol dire «sette tori». Si scende dalla valle, si gira l'angolo, e sono lì: un banco di arenaria rossa spezzato in groppe parallele, alte un centinaio di metri, appoggiate sul verde come una mandria che si è messa a dormire. Il rosso è violento, il verde intorno è violento, e in mezzo non c'è niente che faccia da mediatore.

La prima occhiata, dalla strada: rosso contro verde, senza sfumature.
La prima occhiata, dalla strada: rosso contro verde, senza sfumature.
Da sopra si capisce la forma: sette groppe in fila.
Da sopra si capisce la forma: sette groppe in fila.

Anche qui la leggenda è truce — un khan, una moglie rubata, sette tori sacrificati al banchetto della vendetta, il sangue che diventa pietra. In Kirghizistan nessuna montagna è bella e basta: c'è sempre qualcuno che ci è morto d'amore.

Una yurta bianca ai piedi delle rocce, per dare la scala.
Una yurta bianca ai piedi delle rocce, per dare la scala.
Il sentierino che sale al belvedere, tutto in polvere rossa.
Il sentierino che sale al belvedere, tutto in polvere rossa.

Si sale un sentierino di polvere rossa fino al belvedere, che è un balcone naturale sopra tutta la valle. Sergei ci salva portandoci su col mezzo.

Foto di rito, con i tori alle spalle.
Foto di rito, con i tori alle spalle.

Il pranzo sul picco

Sul crinale, esattamente dove uno metterebbe una panchina, qualcuno ha costruito un ristorante: Uch-Bulak, «tre sorgenti». Una yurta, una terrazza di legno nuovo a sbalzo sul vuoto, tavoli bassi con i cuscini e i tappeti. Ti siedi e hai i Sette Tori davanti mentre mangi.

Uch-Bulak: yurta, tavoli bassi, cuscini e una vista che vale il coperto.
Uch-Bulak: yurta, tavoli bassi, cuscini e una vista che vale il coperto.

Il menù è un quaderno ad anelli, plastificato, con le foto dei piatti e la traduzione in inglese. Alla voce jailoo naryn non fa mezzo passo indietro: carne di cavallo, chuchuk (la salsiccia di cavallo) e karta — che è intestino equino, arrotolato e bollito. «Rich flavor and authentic taste». Anche no.

Il menù spiega senza giri di parole: carne di cavallo, chuchuk, karta.
Il menù spiega senza giri di parole: carne di cavallo, chuchuk, karta.
Arriva la carne: pezzi grossi, cipolla cruda, brodo bollente.
Arriva la carne: pezzi grossi, cipolla cruda, brodo bollente.

Poi arriva il tè verde bollente che qui bevono anche quando fa caldo — e han ragione loro, funziona — e per un'ora la giornata si ferma. Da lassù si vede tutto: la valle, la strada, le yurte in fondo, la nostra mattinata al completo.

Il tavolo con la vista compresa nel prezzo.
Il tavolo con la vista compresa nel prezzo.
Dalla terrazza si vede tutta la valle, tori inclusi.
Dalla terrazza si vede tutta la valle, tori inclusi.
Tè verde nella yurta, che qui si beve anche a trenta gradi.
Tè verde nella yurta, che qui si beve anche a trenta gradi.
Il locale visto da fuori: legno nuovo, rocce vecchie.
Il locale visto da fuori: legno nuovo, rocce vecchie.

Ripartiamo alle tre passate, con la pancia piena e la strana sensazione di avere già vissuto una giornata intera. Erano le tre del pomeriggio.