1 ago 2026 · Immagine
Son Forca, la terrazza sotto il Cristallo
Rifugio Son Forca, 2215 metri, sul fianco sud del Monte Cristallo. Da quassù Cortina non si vede: sta dietro il costone, un bosco più in basso. Si vede tutto il resto.
Girandosi intorno
Alle spalle il Cristallo, che più che una montagna è un muro: parte dal prato del rifugio e finisce in una fila di torri storte. Nel mezzo scende un canalone di ghiaia bianchissima verso la Forcella Staunies, con i tralicci di una seggiovia piantati dentro come una cucitura.
A sud-sudest il Sorapiss, lunga e appoggiata all'orizzonte, che alle dieci di mattina è già tutta in controluce.
A ovest le Tofane: tre cime pallide che stanno sopra Cortina come un fondale. Da qui, con il teleobiettivo, sembrano vicine come la parete di casa.
E davanti, a fare da separatore fra noi e la conca, la cresta seghettata del Pomagagnon.
La giornata
Partiti dal rifugio verso le dieci e mezza, siamo scesi verso ovest lungo il costone: dai 2200 metri agli 1840 del punto in cui la valle si apre di colpo e ti trovi Cortina intera sotto i piedi, minuscola, con i prati che salgono fino al bosco.
A metà strada il sentiero entra in una galleria della Prima guerra mondiale, scavata nella roccia a mano — dentro si sta in piedi, si cammina venti passi al buio e si esce dall'altra parte, in faccia al vuoto. Cent'anni fa da qui non si guardava il panorama: si teneva d'occhio la valle.
Poi indietro, in salita, fino al rifugio: un tagliere di affettati, un tavolo al sole e la parete lì sopra che non si muove.
Nel tardo pomeriggio l'aria si è fatta densa e le montagne hanno smesso di essere roccia: solo strati, uno dietro l'altro, sempre più chiari.