2 ago 2026 · Idea
Agosto 2026: le Montagne del Cielo, poi il Bosforo
Il biglietto è preso: 8 agosto, Bologna, volo del mattino. Tredici giorni divisi in due metà che non si somigliano per niente — prima le Montagne del Cielo, poi İstanbul — e che proprio per questo stanno bene insieme.
La prima metà: Kirghizistan
Nove giorni fra Bishkek e il Song Kol, quasi milletrecento chilometri di strada. Il lago Issyk Kul, che non gela mai anche a milleseicento metri; le gole di arenaria rossa di Skazka e Jeti Ögüz; la valle di Karkara e poi il Song Kol a tremila metri, dove si dorme in yurta e la sera non c'è altro rumore che i cavalli.
Due notti in yurta, quota massima 3016 metri, ventinove tappe segnate una per una.
Ogni giornata dell'itinerario ha le sue soste con coordinate, i chilometri reali e dove si dorme: l'itinerario kirghiso è qui.
La seconda metà: İstanbul
Il 16 agosto si scende dalla steppa alla città. Cinque giorni con base a Sultanahmet, all'Obahan, e ogni giornata costruita come un anello che parte e torna all'hotel: cisterne, mosaici d'oro, le mura teodosiane, il Bosforo al tramonto, i dervisci che girano.
Quarantotto luoghi, ventotto indirizzi per mangiare, trentanove chilometri a piedi messi in conto. Le distanze sono misurate sul selciato, non in linea d'aria — ad agosto, lì, la differenza si sente. L'itinerario di İstanbul è qui.
Le due pagine restano appese alla spalla Viaggi, in fondo a destra e nel menu in alto: sono documenti vivi, li aggiorno mentre prenoto. Quello che verrà dopo — le foto, quello che avremo sbagliato a pianificare — arriva a settembre.