That's Not a Hat, dove vince chi mente con più convinzione

«Ho un bellissimo cono stradale per te.» — «Quello non è un cono stradale.»
Sempre sabato 19 a Gradara Ludens, subito dopo la partita a DNUP, siamo passati a un'altra scatolina, rosa shocking: That's Not a Hat, di Kasper Lapp, pubblicato da Ravensburger. Un party game di memoria e di faccia tosta, dove ci si scambiano regali che nessuno vuole — e che dopo due giri nessuno ricorda più cosa fossero.

La scheda
- Autore: Kasper Lapp
- Editore: Ravensburger
- Giocatori: da 3 a 8
- Età: 8+
- Durata: un quarto d'ora
- Nella scatola: 110 carte e il regolamento
Come si gioca
Ogni carta ha disegnato un oggetto qualsiasi — un cono, una bici, un ombrello, un pianoforte — in un bianco e nero essenziale. Sul dorso c'è una freccia, bianca o nera, che punta a destra o a sinistra. All'inizio ognuno riceve un regalo scoperto davanti a sé: lo guarda bene, poi lo gira. Da lì in avanti non lo vedrà più.
Al tuo turno:
- Peschi un regalo nuovo dal mazzo, lo mostri a tutti e lo giri a faccia in giù.
- Lo regali al vicino indicato dalla freccia, dicendo cosa è: «Ho un bellissimo ombrello per te.»
Chi lo riceve ha due possibilità:
- Accettarlo: mette la carta sopra la sua e passa il suo vecchio regalo nella direzione della sua freccia, dichiarando a sua volta cosa è. E così la catena continua.
- Rifiutarlo: «That's not an umbrella!» — si gira la carta. Se era davvero un ombrello, la carta finisce come penalità a chi ha dubitato; se non lo era, a chi ha mentito (o si è sbagliato).
Dopo ogni penalità si pesca un regalo nuovo e si riparte. Quando qualcuno arriva alla terza penalità la partita finisce subito: vince chi ne ha meno.
Com'è andata

I primi giri sono facili: un cono, un ombrello, tutti si ricordano tutto. Poi i regali cominciano a girare, si sovrappongono, cambiano di mano e di direzione, e la testa si svuota. Il bello è che non sapere cosa hai davanti non è un problema, purché tu lo dica con abbastanza convinzione: la memoria conta, ma conta di più la faccia con cui passi il regalo. E chi riceve deve decidere in un secondo se fidarsi.

Le risate arrivano da sole: le pause troppo lunghe prima di dire «ehm… una… bicicletta?», le dichiarazioni sicurissime e completamente sbagliate, le mani sulla fronte per spremere un ricordo che non c'è più.
Il verdetto
Mi è piaciuto:
- Si spiega in un minuto e si gioca subito, anche con chi non gioca mai
- Funziona bene con tanti giocatori, fino a otto
- Mescola memoria e bluff in un modo semplicissimo, e si ride tanto
- Costa poco e sta in tasca
Meno convincente:
- Non c'è molto da pianificare: è un gioco di pancia, non di strategia
- In pochi (tre) perde parte del caos che lo rende divertente
Il gioco perfetto per rompere il ghiaccio, per aprire una serata o per chiuderla fra le risate. Accanto a DNUP, che chiede di fare i conti, è la sua metà leggera: qui si vince con la memoria e con la faccia tosta.
Voto: 7,5/10.
La copertina è la foto ufficiale della scatola (Ravensburger). Le altre sono nostre, da Gradara Ludens 2026.

